Stoccaggio di oli lubrificanti minerali per industrie e aziende agricole: la normativa

oli minerali lubrificanti stoccati in magazzino azienda

La normativa riguardante lo stoccaggio, la classificazione e il trasporto degli oli lubrificanti minerali stabilisce le regole da rispettare per mantenere la sicurezza all’interno degli stabilimenti e dei depositi.

Vediamo come vengono classificate le diverse tipologie di oli minerali e quali sono le distanze di sicurezza imposte dalla normativa in relazione ai serbatoi di combustibile, rispetto ai fabbricati e alle linee ferroviarie.

Stoccaggio oli lubrificanti: la classificazione degli oli minerali

Il testo coordinato DM 31/07/34 sancisce la normativa sulle regole di sicurezza, di immagazzinamento, di trasporto, di vendita degli oli minerali lubrificanti e dei residui delle miscele carburanti, nonché la loro classificazione.

La classificazione degli oli minerali si articola in tre categorie, in base alle caratteristiche e alle proprietà delle diverse sostanze.

Uno di questi parametri è il punto di infiammabilità di un liquido, cioè il raggiungimento della temperatura critica alla quale la sostanza emette vapori sufficienti a generare una debole esplosione.

Analizziamo nel dettaglio tutte le categorie degli oli minerali lubrificanti.

Classificazione degli oli lubrificanti minerali: categoria A

La categoria A comprende i liquidi i cui vapori possono dare origine ad uno scoppio, o che sono ad alto rischio di esplosione.

In questa categoria sono comprese le seguenti sostanze:

  • i liquidi che hanno un punto di infiammabilità inferiore ai 21° C, come ad esempio i derivati del petrolio, il petrolio greggio, l’etere di petrolio e le benzine;
  • le miscele di carburante, come benzolo ed etere solforico;
  • le miscele che contengono più del 10% di benzina, come benzolo ed etere.

Fanno parte di questa categoria anche alcune sostanze speciali con proprietà antidetonanti.

La categoria A raggruppa, quindi, tutte quelle sostanze sottoposte ad una rigida normativa e regolamentazione per quanto riguarda il loro stoccaggio e la loro manipolazione.

Classificazione degli oli minerali: categoria B

La categoria B raggruppa i principali liquidi infiammabili.
In questa sezione troviamo le seguenti sostanze:

  • il petrolio raffinato e tutti i liquidi che hanno un punto di infiammabilità compreso tra i 21° C e i 65° C;
  • l’acqua ragia minerale come ad esempio il white spirit;
  • gli alcool come etanolo e metanolo, quando sono impiegati per la composizione delle miscele dei carburanti.

Trattandosi di liquidi infiammabili il loro utilizzo e il loro stoccaggio può costituire un rischio notevole, perciò sono regolamentati da rigide norme per la sicurezza.

Classificazione degli oli minerali: categoria C

La categoria C è, invece, composta dai liquidi combustibili.
In questa categoria sono raggruppati:

  • gli oli minerali combustibili, come i residui della distillazione per combustione;
  • tutti i liquidi con un punto di infiammabilità oltre i 65° C ed entro i 125° C;
  • gli oli minerali lubrificanti e gli oli minerali bianchi con un punto di infiammabilità superiore a 125° C.

Nella categoria C rientrano anche i residui della distillazione per raffinazione, come il Mazut, l’Astaki e il Pakura, e i distillati per motori a combustione interna, come Gasoil, Motol, Carburol e Petrolina.

Infine, fanno parte di questo gruppo anche i prodotti petroliferi derivati dagli oli minerali, come la vaselina, la paraffina, il bitume del petrolio e il coke del petrolio.

Stoccaggio oli lubrificanti: le distanze stabilite dalla normativa

Gli stabilimenti e i depositi dove sono prodotti e contenuti gli oli lubrificanti minerali devono rispettare delle distanze dai fabbricati, dalle ferrovie, dai ponti, dai monumenti e dai luoghi di servizio pubblico.

Le distanze stabilite dalla normativa sono imposte affinché un eventuale incendio nel deposito non si propaghi all’esterno, rilasciando sostanze tossiche e mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

Per questo gli stabilimenti devono essere delimitati da una zona di protezione, ovvero una recinzione senza aperture salvo l’ingresso. Questo recinto deve essere alto non meno di 2,50m e deve essere costruito con materiale incombustibile, preferibilmente in muratura.

Le distanze da mantenere variano in base alla classificazione delle sostanze contenute negli stabilimenti e nei depositi.

Ad esempio, i depositi ordinari con serbatoio fuori terra devono rispettare tali distanze:

  • liquidi della categoria A: 75 m di distanza dal serbatoio ai fabbricati esterni;
  • liquidi della categoria B: 50 m di distanza dal serbatoio ai fabbricati esterni.

Per quanto riguarda i depositi con serbatoi interrati, questi devono rispettare le seguenti distanze:

  • liquidi della categoria A: 25 m di distanza dal serbatoio ai fabbricati esterni;
  • liquidi della categoria B: 15 m di distanza dal serbatoio ai fabbricati esterni.

Nella tabella presente nella normativa sono riportate, caso per caso, le distanze da rispettare per garantire la sicurezza e per assicurare che i serbatoi di stoccaggio siano perfettamente a norma.

La distanza tra gli stabilimenti e le linee ferroviarie e tranviarie, invece, deve essere sempre superiore ai 20 metri, per salvaguardare la sicurezza in caso di incendio o di pericolose perdite di carburante.

Fornitura di oli lubrificanti industriali a Pordenone e in tutto il Friuli-Venezia Giulia

Digas mette a disposizione una vasta gamma di lubrificanti specifici ideali per soddisfare le necessità di diversi settori produttivi, dall’industria ceramica a quella alimentare.

La distribuzione degli oli lubrificanti è rivolta alle aziende delle provincie di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia.

Scopri di più sull’offerta Digas per lubrificanti industriali e professionali

RICHIESTA INFORMAZIONI